Mutui a Tasso Fisso e a Tasso Variabile
All'atto dell'accensione di un mutuo il dilemma è sempre lo stesso: tasso fisso o tasso variabile? In realtà non c'è una regola univoca, la scelta dipende molto dalle condizioni di partenza e dalle previsioni per il futuro. Siccome il futuro non lo prevedono nemmeno i più grandi maghi dell'economia, è bene concentrarsi sullo stato attuale delle finanze personali, onde evitare di trovarsi davanti a brutte sorprese: purtroppo gli ultimi dati parlano di un aumento di esecuzioni immobiliari e pignoramenti, saliti del 15,2% in un anno. Andiamo dunque a vedere le caratteristiche principali dei mutui a tasso fisso e a tasso variabile.
Il mutuo a tasso fisso
Il mutuo a tasso fisso consente di avere la certezza del valore del tasso per tutta la durata del contratto: l'ammontare delle rate è infatti stabilito nel momento della sottoscrizione del mutuo. Con questo tipo di mutuo il cliente corrisponde sempre lo stesso interesse alla banca per tutta la durata del contratto di finanziamento. Questo tipo di contratto diventa vantaggioso quando l'interesse dei prestiti diventa più elevato di quello sottoscritto alla stipula del mutuo a tasso fisso. Le variabili di cui tenere conto sono l'Eurirs, deciso dalla Federazione Bancaria Europea e lo spread, che varia invece di banca in banca.
Il mutuo a tasso variabile
Il tasso variabile è consigliato solitamente per contratti di breve durata: l'ammontare della rata, infatti, non è predefinito ma è legato all'andamento dell'Euribor. Questo significa che il legame con l'andamento dei mercati finanziari è preponderante. In tempi di crisi i tassi scendono, ma con la ripresa dell'economia anche i tassi tornano ad elevarsi e quindi il costo della rata aumenta. Proprio per ovviare a questo aumento indefinito, si stanno diffondendo formule di mutuo con tetto massimo, che pongono un limite al rialzo della rata. |